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Grecia

GreciaNegli ultimi tempi la Grecia sta creando non pochi problemi anche all’euro e non a caso proprio sul crosso euro dollaro c’è stato uno scivolone violento nel giro di pochi giorni portanto il crosso da quasi 1,50 a poco più di 1,40.
I problemi della Grecia sono molto evidenti. La disoccupazione negli ultimi mesi è in forte incremento raggiungendo il 16%, un livello assai elevato che crea ulteriori problemi alla tenuta dei conti della Grecia.
Le misure di austerità imposte dal governo e suggerite in parte anche dall’Unione Europea creano scioperi generali e preoccupazione nella popolazione abituata a vivere al di sopra dei propri mezzi.
Gli aiuti finora ricevuti dall’Europa sembrano non bastare più e si parla di ristrutturazione del debito o della richiesta di 50-60 miliardi di aiuti dall’UE.

Con la ristrutturazione del debito della Grecia si potrebbe avere un rischio di forte credit crunch e quindi coneguenze devastanti non solo per il sistema bancario greco ma anche per le banche europee che detengono i titoli governativi greci.

Il rischio contagio è potenzialmente elevato e potrebbe interessare non solo i Paesi PIGS ma anche Belgio e Italia.

E’ molto probabile quindi che per cercare di non entrare in una tempesta finanziaria si cerchi di dare gli aiuti necessari alla Grecia senza dovere ricorrere ad una ristrutturazione del debito pubblico che potrebbe identificarsi con la perdita del valore nominale dei titoli o dell’allungamento della scadenza.

Certo è che questa situazione di incertezza sta pesando e non poco sulla tenuta dell’euro tuttavia non è escluso che in presenza di una buona soluzione il mercato possa apprezzare gli sforzi fatti.

Salta l’Euro

Ministro delle Finanze tedescoOggi il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Scheauble, dichiara che è “in gioco la nostra moneta unica” e che gli aiuti all’Irlanda devono essere interpretati come una misura a difesa dell’euro.

Situazione dunque delicata per l’euro e la preoccupazione oltre ai mercati finanziari si estende anche alle considerazioni dei politici.

Cancelliere della GermaniaAnche il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che la crisi dell’Irlanda, pur diversa da quella della Grecia, può creare problemi all’Euro bersaglio in queste ore di forte vendite.

L’Irlanda di fatto oltre a mettere sotto pressione l’euro preoccupa possa generare difficoltà con un effetto domino sui restanti Paesi del PIGS o PIIGS (problemi già esposti anche 6 mesi fa sempre qui su fxforex) volendo eventualmente includere anche l’Italia, che, tuttavia, presenta una tipologia di debito ad oggi non preoccupante come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna.

In effetti se non si fosse risolto il problema Irlanda si sarebbe potuto osservare ad una forte speculazione sui mercati finanziari area Euro nonchè sulla moneta unica.

L’operazione di vendita di euro e acquisto di dollari effettuata ieri a 1,36 associata alla debolezza dell’euro di quest’oggi – ai minimi da due mesi – alla quale probabilmente può avere contribuito sia i problemi legati all’Irlanda e sia alle tensioni coreane tra Corea del Nord e Corea del Sud.

Conferma debolezza euro

La seduta di ieri ha confermato la debolezza dell’euro contro dollaro.

Graficamente, analizzando le candlestick sul grafico giornaliero si nota una classica figura di inversione: il body della seduta negativa di ieri annulla i body delle due sedute positive delle sessioni precedenti e questo genera un segnale negativo già a 1,36 sul daily e, come detto ieri, con la rottura del trend di supporto a 1,3666 sull’orario, maggiormente reattivo e tempestivo.

I primi supporti si trovano in area 1,33 ma la situazione va monitorata guardando anche a proiezioni ben maggiori. Al momento si abbassa lo stop da 1,37 a 1,36 assicurandoci, comunque vadano le cose, una chiusura profittevole di questa posizione sull’euro dollaro.

Breakout

Questa volta oltre all’ausilio del trading system si cerca di effettuare un’analisi classica su un grafico orario.

Partendo dal minimo del 17.11 di 1,3461 e congiungendo il trend con il minimo orario del 19.11 a 1,3662 troviamo un livello di supporto del trend per la giornata del 22.11, seguendo sempre il grafico orario, a 1,37.

La rottura di 1,37 ha generato un segnale di vendita di euro e acquisto di dollari. L’operazione viene effettuata a chiusura della barra oraria relativa alla rottura del trend e che equivale a 1,3666.

Si assume pertanto la posizione di acquisto di dollari contro euro a 1,3666 monitorando le prossime ore e ponendo lo stop loss a 1,37.

Guadagnare con il forex

L’euro dollaro ha effettuato un minimo a 1,3448, calcolando il 50% del rialzo da 1,2588 a 1,4288 (17 figure : 2 = 8,5) e sottraendo le 8 figure e mezzo usciva un target price di 1,3438. Si era tuttavia deciso di prendere profitto a 1,35.

E’ incredibile la precisione dell’obbiettivo.

Alla rapidità del movimento può avere contribuito anche il problema Irlanda.

Al momento si prende profitto ma non si imposta alcuna posizione e si preferisce rimanere in una posizione neutrale, il classico “no position” in quanto non ci sono segnali di forza nè al rialzo nè al ribasso al momento. Occorre attendere qualche seduta di assestamento per fare scaricare gli indicatori al trading system altrimenti si dovrebbe operare con rischi superiori al dovuto e visto che il mercato è aperto tutti i giorni e ci aspetta, è meglio entrare con maggiore sicurezza senza rischiare di volere essere ingordi visto i recenti e corposi profitti, peraltro anche piuttosto facili.

Sell Euro buy USD

E’ arrivato il momento di chiudere le posizioni assunte a 1,27 con 15 figure di guadagno a 1,42. Qui si comprano dollari e si vendono euro. Stop loss 1,4350 con eventuale posizione neutra perchè al momento non si vedono spazi per arrivare in breve tempo e senza eccessivi rischi a 1,50.

Il guadagno potenziale potrebbe essere stimato in un ritracciamento del 50% circa del rialzo che è stato di circa 17 figure.
Pertanto dal massimo odierno di 1,4288 è possibile provare a fare 8 figure puntando pertanto a 1,35.

Mantenere o vendere euro

Il segnale sull’euro dollaro successivo alle sedute del 14 e del 15 dove si erano formati due figure di probabile inversione a breve a causa di due shooting star, può fare riflettere sull’opportunità di liquidare le posizioni in essere prese a 1,27 il cui obbiettivo di guadagno permane comunque di 15 figure portando il target price a 1,42.

E’ probabile che dopo le figure del 14 e del 15 possano verificarsi dei piccoli nuovi massimi che in sostanza non farebbero altro che fare scattare qualche stop.

Ebbene ci si posiziona proprio su questa fascia per liquidare ogni posizione rialzista sull’euro che poi coincide con gli obbiettivi già programmati ovvero 1,42.
A tale livello si inverte la posizione e pertanto si chiudono le posizioni al rialzo di euro e vendiamo euro per acquistare dollari ponendo uno stop a 1,4350.

Trend

Il trend dell’euro dollaro sembra ben definito e con forza e velocità il cambio si è portato nuovamente sopra 1,40, un livello che forse ha spiazzato più di un operatore, certo non il nostro trading system che ha mantenuto la posizione alzando lo stop profit e lasciando al momento correre i profitti con la certezza, in presenza di stop profit, di potere chiudere in qualsiasi momento la posizione in essere con un lauto e non difficoltoso guadagno sia come entry level e sia come gestione dell’operazione in essere non essendo ancora scattato il segnale di chiusura della posizione.

Un commento sulla forza dell’euro. Ad oggi un euro sopra 1,40 può fare comodo per abbassare il costo della bolletta petrolifera tuttavia non agevola l’esportazione del made in Italy.
Una reale difficoltà per le esportazioni ad oggi si intravede con un cambio euro dollaro superiore a 1,50 mentra per un cambio euro dollaro al di sotto di 1,30 potrebbe essere di aiuto per le esportazioni dell’industria italiana anche se comunque occorrerebbe un cambio ancora più basso per essere fortemente competitivi e conseguentemente per rafforzare il settore industriale italiano.

Banca del Giappone

Oggi la Banca del Giappone ha tagliato i tassi di interesse dallo 0,10% a 0.

Tasso zero in Giappone unito a un fondo temporaneo di 430 miliardi di dollari per accettare o acquistare titoli di Stato in garanzia, asset backet security, carta commerciale.

Si ricorda che era dalla fine del 2008 che i tassi di interesse erano fermi allo 0,1%.

Probabilmente la riduzione del tasso di interesse è stata anche causata dal forte e rapido apprezzamento dello yen e, come è logico, uno yen forte penalizza le esportazioni giapponesi.

A livello tassi quindi il Giappone ha fatto il massimo sforzo portandoli, anche un po’ a sorpresa, a zero.

Questa riduzione insieme alle altre misure finanziarie probabilmente avrà un effetto anche sullo yen rallentando il rafforzamento della valuta giapponese.

Stop profit

In virtù della posizione assunta di acquisto euro a 1,27 contro dollaro si mette uno stop profit a 1,34 mettendo quindi al sicuro un profitto di 7 punti e lasciando comunque correre ancora i profitti alzando, gradualmente e con intelligenza, lo stop profit o eventualmente invertire la posizione.

Ovviamente il precedente stoploss viene annullato non essendoci ormai più la possibilità di perdita al valore precedentemente determinato nel mese di settembre.

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