Problema PIGS o PIIGS
Segnalato nella categoria Informazioni su Sabato 04 febbraio 2012
Sappiamo che in queste settimane c’è stato sui mercati finanziari una notevole preoccupazione per i Paesi dell’area Euro che hanno messo a dura prova la moneta unica. Il cambio Euro Dollaro sul forex è arrivato in area 1,25 da 1,50 di pochi mesi fa.
Alla base di tutto sembra esserci la preoccupazione per il debito pubblico.
La sgradevole sigla “PIGS” che in inglese significa maiali o peggio ancora “PIIGS” che non ha significato se non quello di inserire anche l’Italia nei Paesi considerati a rischio.
Con PIGS si vuole indicare: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna.
Con PIIGS ai Paesi sopra elencati si vuole aggiungere anche l’Italia.
Vediamo i numeri anche se sono fuorvianti e poco indicativi.
- La Grecia ha 236 miliardi di euro di debito
- Il Portogallo ha 286 miliardi di euro di debito
- L’Irlanda ha 867 miliardi di euro di debito
- La Spagna ha 1100 miliardi di euro di debito
- L’Italia ha 1400 miliardi di euro di debito
Cosa succede con la Grecia. Se dovesse fallire e andare in default l’Euro e l’EU trema ma rimane in piedi. Probabilità che ciò avvenga? Pari allo zero. Dovendo dare una probabilità direi intorno all’1% di probabilità in quanto l’Europa non può permettersi certe situazioni.
Alcune riflessioni positive e negative. Iniziamo con le negative.
Finora la Grecia rappresenta solo il 6% dell’intero debito dei 5 Paesi che qualcuno giudica a rischio, per intenderci i PIIGS.
Mettendosi dalla parte degli speculatori sembrerebbe come questa sia solo una prova tecnica per vedere cosa succede e le reazioni.
Notizie positive.
Come al solito si arriva vicino al baratro (3889 miliardi di debito per 5 Paesi sono ingestibili se presi di mira dalla speculazione) ma si troverà una maniera per effettuare una difesa molto forte del sistema che altrimenti rischia di saltare con conseguenze non immaginabili non solo per i Paesi direttamente coinvolti.
La BCE e gli stati membri hanno tutti gli strumenti per combattere con efficacia la speculazione.
Alcune riflessioni.
Giovedì Trichet aveva detto che non si sarebbe intervenuti a comprare debito degli Stati in difficoltà – dando vita ad una immediata speculazione anche sui nostri titoli di Stato – salvo ora gli Stati membri dell’UE stiano seriamente considerando questa strada, senza dubbio una delle migliori.
Un tempo si diceva che era opportuno seguire la FED, mai andargli contro. Si diceva di seguire la BUBA, la Bundesbank.
Sarebbe bello si dicesse la stessa cosa della BCE, significherebbe avere preso una forma di credibilità istituzionale di prestigio.
Ci si preoccupa della forte svalutazione dell’Euro che comunque ad oggi, contro il dollaro, si trova pur sempre a 1,2750 dopo essere andato da 1,5 a 1,25 in poche settimane e quindi con rapidità, frutto anche di speculazione sul cambio euro dollaro.
Sempre in Europa si discute su come difendere l’Euro dal suo deprezzamento.
In effetti l’Euro ha perso molto del suo valore ma qualche domanda bisogna porsela:
L’euro è sopravvalutato o sottovalutato? E’ difficile dirlo.
L’euro debole o comunque non forte aiuta le aziende europee ad esportare? Certamente sì.
La BCE qualche anno fa si lamentava quando il cambio euro dollaro era sopra 1,20 – 1,25? Si giudicava il valore dell’euro contro dollaro troppo forte e pertanto “non gradito”. Ci furono anche alcuni interventi sul mercato con vendita di euro contro dollari per cercare di frenare la corsa dell’euro, cosa riuscita nel brevissimo termine, prima di iniziare la corsa verso 1,60.
Nel 2003 con il cambio euro dollaro a 1,10 il cancelliere socialdemocratico tedesco Gerhard Schröder chiedeva “un euro più competitivo”.
Nell’aprile del 2008 con l’euro dollaro a 1,60 c’era chi all’interno della BCE si meravigliava si potesse parlare ancora di possibili tagli dei tassi europei e anzi si valutava la possibilità di rialzare i tassi.