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Forte rialzo in Borsa

Dopo il crollo delle azioni della scorsa settimana oggi tutte le borse sono andate in positivo con guadagni molto consistenti.
La borsa italiana oggi ha chiuso in forte rialzo con l’indice FTSE-Mib che guadagna l’11,28% che risulta essere il maggiore rialzo storico in una singola giornata dopo il 1997.
I motivi del forte rialzo di Piazza Affari così come quello di altre borse va ricercato nel mega piano da 750 miliardi di euro che si sono stanziati per stabilizzare i mercati Europei.
Lo scoperto sui mercati azionari era davvero consistente e proprio queste posizioni al ribasso da ricoprire hanno condizionato questa favorevole giornata di borsa con rialzi particolarmente significativi. Unicredit ha guadagnato oltre il 20%, Intesa San Paolo chiude con un rialzo del 16,5%, BPM chiude in rialzo del 13,85%, Generali sale del 13,10%, la Fiat guadagna il 10,56%, Mediobanca sale del 16,5%.
Il rialzo della borsa italiana è stata molto consistente considerando che l’indice FTSE MIB ha guadagnato l’11,28% a 20971,21 rispetto al FTSE100 che ha guadagnato il 5,16% e il Dow Jones ha chiuso a +3,90% a 10785,14.

Anche il mercato valutario ha avuto un momento di respiro, il cambio euro dollaro si è portato sopra 1,30 dopo avere toccato area 1,25 la scorsa settimana.
Nel pomeriggio si è tuttavia assistito al decoupling e il mercato azionario ha tenuto molto bene mentre l’euro nel pomeriggio si è indebolito passando da quasi 1,31 per andare a chiudere addirittura sotto 1,28.
Questo è un periodo molto delicato ed interessante per il mercato del forex.

Problema PIGS o PIIGS

Sappiamo che in queste settimane c’è stato sui mercati finanziari una notevole preoccupazione per i Paesi dell’area Euro che hanno messo a dura prova la moneta unica. Il cambio Euro Dollaro sul forex è arrivato in area 1,25 da 1,50 di pochi mesi fa.

Alla base di tutto sembra esserci la preoccupazione per il debito pubblico.

La sgradevole sigla “PIGS” che in inglese significa maiali o peggio ancora “PIIGS” che non ha significato se non quello di inserire anche l’Italia nei Paesi considerati a rischio.

Con PIGS si vuole indicare: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna.
Con PIIGS ai Paesi sopra elencati si vuole aggiungere anche l’Italia.

Vediamo i numeri anche se sono fuorvianti e poco indicativi.

  1. La Grecia ha 236 miliardi di euro di debito
  2. Il Portogallo ha 286 miliardi di euro di debito
  3. L’Irlanda ha 867 miliardi di euro di debito
  4. La Spagna ha 1100 miliardi di euro di debito
  5. L’Italia ha 1400 miliardi di euro di debito

Cosa succede con la Grecia. Se dovesse fallire e andare in default l’Euro e l’EU trema ma rimane in piedi. Probabilità che ciò avvenga? Pari allo zero. Dovendo dare una probabilità direi intorno all’1% di probabilità in quanto l’Europa non può permettersi certe situazioni.

Alcune riflessioni positive e negative. Iniziamo con le negative.
Finora la Grecia rappresenta solo il 6% dell’intero debito dei 5 Paesi che qualcuno giudica a rischio, per intenderci i PIIGS.
Mettendosi dalla parte degli speculatori sembrerebbe come questa sia solo una prova tecnica per vedere cosa succede e le reazioni.

Notizie positive.
Come al solito si arriva vicino al baratro (3889 miliardi di debito per 5 Paesi sono ingestibili se presi di mira dalla speculazione) ma si troverà una maniera per effettuare una difesa molto forte del sistema che altrimenti rischia di saltare con conseguenze non immaginabili non solo per i Paesi direttamente coinvolti.
La BCE e gli stati membri hanno tutti gli strumenti per combattere con efficacia la speculazione.

Alcune riflessioni.
Giovedì Trichet aveva detto che non si sarebbe intervenuti a comprare debito degli Stati in difficoltà – dando vita ad una immediata speculazione anche sui nostri titoli di Stato – salvo ora gli Stati membri dell’UE stiano seriamente considerando questa strada, senza dubbio una delle migliori.
Un tempo si diceva che era opportuno seguire la FED, mai andargli contro. Si diceva di seguire la BUBA, la Bundesbank.
Sarebbe bello si dicesse la stessa cosa della BCE, significherebbe avere preso una forma di credibilità istituzionale di prestigio.

Ci si preoccupa della forte svalutazione dell’Euro che comunque ad oggi, contro il dollaro, si trova pur sempre a 1,2750 dopo essere andato da 1,5 a 1,25 in poche settimane e quindi con rapidità, frutto anche di speculazione sul cambio euro dollaro.
Sempre in Europa si discute su come difendere l’Euro dal suo deprezzamento.
In effetti l’Euro ha perso molto del suo valore ma qualche domanda bisogna porsela:
L’euro è sopravvalutato o sottovalutato? E’ difficile dirlo.
L’euro debole o comunque non forte aiuta le aziende europee ad esportare? Certamente sì.
La BCE qualche anno fa si lamentava quando il cambio euro dollaro era sopra 1,20 – 1,25? Si giudicava il valore dell’euro contro dollaro troppo forte e pertanto “non gradito”. Ci furono anche alcuni interventi sul mercato con vendita di euro contro dollari per cercare di frenare la corsa dell’euro, cosa riuscita nel brevissimo termine, prima di iniziare la corsa verso 1,60.

Nel 2003 con il cambio euro dollaro a 1,10 il cancelliere socialdemocratico tedesco Gerhard Schröder chiedeva “un euro più competitivo”.
Nell’aprile del 2008 con l’euro dollaro a 1,60 c’era chi all’interno della BCE si meravigliava si potesse parlare ancora di possibili tagli dei tassi europei e anzi si valutava la possibilità di rialzare i tassi.

Insomma tutto bene, però ci vuole un po’ di coerenza e affrontare i problemi in tempo o almeno tempestivamente e non farsi colpire dalla speculazione dove ogni decisione diventa obbligata con il rischio di pagare a caro prezzo un errore.

Scenario futuro? Non è possibile prevedere il futuro ma si possono fare alcune ipotesi, quella più logica e probabile è che si inizierà a combattere la speculazione su ogni fronte a cominciare proprio dal mercato azionario, obbligazionario e valutario con un consistente piano di difesa e riacquisto di azioni, obbligazioni, euro.
Basterà? Probabilmente sì ma si interverrà anche sulle società di rating, sulla regolamentazione degli hedge fund e sui vari strumenti speculativi e sul sistema affinchè, tra l’altro, non si verifichino più problemi in futuro simi a quelli di giovedì 6 maggio 2010 quando, forse per errore, si è premuto un tasto e a Wall Street c’è stato il panico con il Dow Jones che perdeva il 9% in pochi minuti.
Non si può permette che un giorno l’errore possa essere commesso magari addirittura da più di una persona creando un panico irrazionale su tutti i mercati finanziari con danni economici per tutti ad esclusione di pochi.

Panic Selling Crolla Euro 1,25

Grande crollo dell’Euro e quindi si chiudono le posizioni e si compra.

Non smettiamo mai di ricordare, a chi ci ha seguito qui su fxforex, che questa operazione sull’euro dollaro era estremamente prevedibile e pertanto molto profittevole.
L’obiettivo 1,25 che ci eravamo posti è stato centrato. Il sistema ha chiuso le posizioni al ribasso sull’Euro che si erano aperte a 1,50. Chissà se anche George Soros ha operato in tal senso o se punta dritto verso la parità euro dollaro.

Il sistema, avendo centrato pienamente il target price previsto con l’euro dollaro che ha toccato 1,2519, si pone in posizione neutra.
Il trading system sull’euro dollaro ha addirittura comprato euro nella zona dell’1,25, posizioni che tuttavia vengono ora usate solo per posizioni di trading intraday o comunque a breve non essendoci ancora le dovute conferme di inversione di tendenza: queste si dovrebbero potere eventualmente notare nelle prossime sedute.
Le probabilità del proseguimento del movimento dell’euro dollaro verso la parità permangono realizzabili per motivi tecnici e non solo.
Tuttavia il movimento così violento delle valute, in concomitanza di altri eventi eccezionali – nella seduta odierna del 6 maggio 2010 il Dow Jones è sceso in pochi minuti sotto quota 10 mila andando a perdere circa il 10%, sorte simile è stata per il NASDAQ (riassorbito in buona parte tempestivamente nella medesima seduta, in pochi minuti), il record storico dell’oro – può fare pensare ad un momento particolare della situazione finanziaria nel mondo.

La speculazione la fa da padrona e gli occhi sono puntati sulla Grecia. Anche la Casa Bianca con l’amministrazione Obama è in stretto contatto con il suo team economico e il Tesoro e sta monitorando attentamente la situazione.
Questa può essere un’occasione per un intervento concertato da parte delle Banche Centrali e un accordo tra i vari governi per trovare una soluzione per stabilizzare la situazione e tenere sotto controllo la speculazione che al momento la fa davvero da padrona. La velocità con cui si muovono i listini azionari, anche americani, non sembra essere frutto solo di investimenti ma preda di una speculazione cinica e violenta che riesce a piegare il Dow Jones nel giro di pochi minuti facendogli perdere anche il 9% – 10% portandolo improvvisamente ad una valutazione a 4 cifre ovvero sotto la famosa soglia psicologica dei 10.000 (per poi chiudere ad un più contenuto -3,20% evitando una catastrofe), quasi a volere creare panico e fare saltare abilmente qualche stoploss in maniera chirurgica.
La giornata odierna ha insegnato una cosa: anche il Dow Jones è vulnerabile e preda di una forte speculazione molto preoccupante.

Prossimamente analizzeremo anche le varie cure adottabili nell’immediato e nel futuro e le renderemo fruibili non solo nella sezione privata ma anche nella parte pubblica.
Probabilmente occorrerà verificare se la BCE tornerà sui suoi passi e comprerà titoli di Stato, se si opterà per una ulteriore svalutazione dell’Euro, o per altre ipotesi. Certo le prime due proprio oggi non hanno trovato riscontro.
Se Trichet dichiara che la BCE non interverrà per comprare titoli di Stato sembra quasi uno di quei bei segnali da dare alla speculazione, di fatto si traduce in un via libera per speculare e vendere titoli di Stato dei Paesi più deboli è un gioco da ragazzi, almeno nel breve periodo.

Euro debole

Il mercato dell’fx forex è sempre più interessante in questi giorni e raccoglie l’attenzione di investitori professionali e istituzionali.

L’euro è debole e oggi tocca il minimo dell’anno.
L’euro soffre sia con il dollaro che con la sterlina in particolare per i problemi e per i rischi ai quali sono esposti alcuni Paesi dell’area Euro.
Il pericolo e il rischio di propagazione di quanto è già avvenuto in Grecia innervosisce alcuni investitori che tendono a vendere i titoli di Stato prevalentemente del famoso “Club Med” o da altri visto come PIGS e di riflesso anche le valute hanno le dovute reazioni.
Da qui nascono anche quotazioni in netto rialzo sul BUND – così come analizzato su trading-online.info – che ha oltrepassato quota 126,50 sul decennale abbassando di fatto ancora di più il rendimento del titolo di Stato tedesco allargando contemporaneamente lo spread con molti altri titoli di Stato europei che maggiormente soffrono e hanno da temere qualcosa – stile contagio -.

Le pressioni inflazionistiche sono molto basse nel medio periodo – attualmente si viaggia intorno all’1,4% – e la disoccupazione si mantiene su livelli stabili ma elevati al 10%.

L’inflazione al momento non preoccupa essendo bene al di sotto il levello di guardia storicamente fissato dalla BCE che corrisponde al 2%.
Da qui si può pensare che anche i tassi non dovrebbero subire rialzi significativi fino alla fine dell’anno.

Sul fronte valutario, analizzando prevalentemente il cambio euro dollaro, si nota un trend al ribasso di breve periodo iniziato pochi mesi fa intorno ai massimi di 1,50.
Da lì si è formato un canale discendente facilmente prevedibile – come già in precedenza si era segnalato su “George Soros compra dollari vende euro” -.
Usando anche una banale media mobile a 45 giorni si può notare come il trend si sia invertito molto bene e dove segnali di inversione al momento potrebbero essere notati – comunque con poca credibilità – sopra area 1,34 dando maggiore credibilità sopra 1,38, precedente massimo di marzo.
La debolezza dell’euro in questi giorni è stata evidente e prevedibile. E’ possibile che nei prossimi giorni possa esserci un rallentamento della velocità della perdita di valore dell’euro contro le principali valute ed in particolare con il dollaro. Ad oggi siamo a 1,28, vicini dunque al 1′ target price che ci eravamo posti alcuni mesi fa.

Dollaro forte euro debole

Il dollaro in pochi mesi è passato da oltre 1,50 a 1,30 di oggi. Sono numerosi i motivi di questo ampio movimento che ha portato molti investitori a comprare dollari e vendere euro. Molti pensano le difficoltà della Grecia e il pericolo di altri Paesi europei che potrebbero essere direttamente o indirettamente coinvolti siano uno dei motivi della debolezza dell’euro.

Alcuni problemi sia sui titoli obbligazionari che azionari sono stati piuttosto evidenti in questi giorni.
I titoli di Stato di alcuni Paesi europei come la Grecia, l’Italia, la Spagna, l’Irlanda, il Portogallo hanno perso un po’ mentre il future bund è andato oltre 125,50 stabilendo un nuovo massimo di periodo.

Si allarga quindi lo spread tra titoli di Stato tedeschi e gli altri titoli di stato europei. In sostanza il bund sale e il btp scende. Questo è successo anche oggi.

Molto importante è stato il movimento dell’euro dollaro tornato ai livelli di circa un anno fa.

Cosa succede ora? Due mesi fa si era già detto che George Soros ha comprato dollari e venduto euro.

Si era anche parlato di attacchi sul sistema PIGS.
Si era anche colto l’occasione per dire che il sistema vedeva il punto di inversione a 1,50 con un primo target price di 1,25 dell’euro dollaro.

In questi giorni si parla molto di speculazione, di improvvisi cali inaspettati, della debolezza della valuta.
Probabilmente chi assiste passivamente all’evoluzione dei mercati è stato colto un po’ di sorpresa. Qui era stato scritto con anticipo uno scenario piuttosto aderente alla realtà odierna consentendo pertanto la possibilità di speculare profittevolmente seguendo un criterio logico che era stato illustrato sia nell’area pubblica che nell’area privata di questo sito riservata agli investitori professionali (in maniera più approfondita).

Il dollaro si fermerà a 1,30 o continuerà nella direzione di 1,25 e della parità?
Non abbiamo motivo al momento di invertire le posizioni a favore dell’euro.
Lo spread tra bund e btp continuerà ad allargarsi?
Il livello del bund è già piuttosto elevato e pertanto il rendimento del bund è molto basso. Al momento viene comprato il bund come bene rifugio. Il rischio di un allargamento dello spread tra bund e btp esiste ma al momento non dovrebbe continuare con costanza questo trend. Occorrerà tuttavia prestare attenzione per il futuro.
Si confida che i titoli di Stato italiani come cct e btp siano ancora molto resistenti e non hanno paragoni con i titoli di Stato della Grecia infatti i titoli di Stato italiani vengono usati anche come collaterali per prendere a prestito dall’Eurosistema e nelle transazioni internazionali in generale.

Comprare yen vendere euro

Doppio massimo decrescente per euro yen (sotto quota 128) e conformazione grafica che il sistema indica come opportunità di acquisto di yen contro euro a 1,25 con stop loss sopra il precedente massimo e quindi con uno stop and reverse a 128. Il movimento, così come per l’euro dollaro, viene segnalato come ampio ovvero si pone un target price a 110 come presa di profitto. 15 figure sono molte anche se comunque lo yen, rispetto al dollaro nei confronti dell’euro potrebbe fare vedere una certa forza relativa.

Comprare dollari

Il sistema indica che a breve dovrebbe aumentare la volatilità e genera il segnale di acquisto di dollari e vendita di euro al di sopra di 1,35 ponendosi come target price 1,20 (pone comunque uno stop loss a 1,38 sul close, lo stop loss viene messo piuttosto ampio in virtù del movimento piuttosto ampio atteso nella direzione opposta), movimento che potrebbe essere piuttosto brusco salvo poi tornare successivamente poco sotto i livelli attuali senza comunque superarli nei prossimi 5 mesi.

Ad oggi questi livelli sembrerebbero ambiziosi ma il sistema finora ha dato ottimi risultati e pertanto non resta che attendere i movimenti previsti e verificare gli scostamenti avuti.

Comprare sterline vendere euro

L’euro contro sterlina non supera con convinzione il test di 91 e forma una figura di triplo massimo. Ci troviamo ancora molto vicino ai massimi e pertanto il sistema da un segnale di vendita di euro e di acquisto di sterline a 0,90 con un target price pari alla medesima differenza tra i minimi di gennaio febbraio marzo e i massimi di marzo pari a circa 5 figure che si vanno a sottrarre ai minimi del primo trimestre.

Il target price non viene calcolato con precisione ma comunque si attesta intorno a 0,82 oscillando al momento tra 0,84 e 0,80 in virtù dei movimenti di questi giorni e delle proiezioni impostate.

Da 0,90 pertanto ci si pone un target price a 0,82 salvo revisione finale con scarto di circa 2 punti sopra o sotto tale livello.

Sarà importante verificare tra le altre cose la velocità del movimento che comunque dovrebbe esserci entro i prossimi 150 – 180 giorni con possibile volatilità anche nei mesi estivi.

Recentemente il Wall Street Journal ha reso noto di un incontro a Manhattan dei vertici dei principali fondi speculativi per concertare un’operazione speculativa che vede la vendita di euro e l’acquisto di dollari ovvero una rivalutazione del dollaro ed una svalutazione dell’euro molto forte di almeno un 20% dai massimi con la possibilità di arrivare anche alla parità.
Sappiamo che gli hedge funds spesso conducono speculazioni in maniera piuttosto violenta e decisa grazie alle ingenti risorse che possono veicolare con rapidità e con un forte effetto leva grazie ai vari strumenti esistenti come i futures e le opzioni.
Le informazioni, l’organizzazione, le accurate analisi sono alla base del successo di alcuni hedge fund.
Ora che sono uscite certe notizie su ipotetici attacchi all’euro, sfruttando la debolezza e la vulnerabilità del cosiddetto sistema PIGS Portogallo – Irlanda – Grecia – Spagna (purtroppo Soros include anche l’Italia tra i paesi a rischio), bisogna vedere se questi attacchi saranno come impatto storico simili a quello che Soros fece con la sterlina.
Magari George Soros ha deciso di festeggiare i suoi 80 anni speculando sul cambio euro dollaro! Auguri Soros!
In effetti sul sito ufficiale di George Soros il 21 febbraio ha scritto che l’euro avrà un test di importanza ben superiore rispetto a quello che sta avendo in questi giorni la Grecia e George Soros senza dubbio ha una visione dell’economia piuttosto chiara, spesso riesce a vedere le cose in anticipo, anche se a volte ciò che dice è sgradevole da accettare.

In un’analisi che avevamo effettuato, riservata a poche persone, avevamo ipotizzato l’area 1,50 di euro dollaro come un punto di probabile inversione sul quale è stato opportuno investire per comprare dollari sia in un’ottica di trading che a medio-lungo termine sostanzialmente per due motivi:

  1. Sotto il punto di vista fondamentale la quotazione di 1,50 appare sacrificata per il dollaro e attualmente non sostenibile a lungo.
  2. Graficamente a fine anno si è formato un classico top doppio massimo con contemporanea rottura del trend che durava dal marzo 2009 (per intenderci dal doppio minimo a 1,25).

L’appuntamento che abbiamo fissato è a quota 1,50 per vedere la reazione sul massimo precedente (già il superamento di 1,45 sarebbe significativo).
Viceversa, con la rottura di 1,32 si ritiene ci siano maggiori possibilità di vedere il dollaro rafforzarsi fino ad arrivare a quota 1,25 dove dovrebbe trovare una resistenza molto forte prima di provare a rompere questo importante livello per portarsi agevolmente alla parità di 1 che non vede più dal 2002.

Movimenti così ampi porteranno conseguenze di assestamento su tutti i mercati finanziari, basti pensare al movimento conseguente che potrebbero avere alcune commodities come il petrolio o l’oro.

Forse l’espressione più appropriata in questo momento è il famoso “wait and see“, il fim è iniziato, forse conosciamo qualche attore, il regista e già questo potrebbe farci comprendere la conclusione.

Forex

Il Forex è la sigla di Foreign Exchange Market ed è il mercato finanziario più liquido al mondo con scambi medi intorno a 2000 miliardi di dollari al giorno.
Durante la settimana il mercato è attivo tutto il giorno per 24 ore.
I grandi volumi e la grande liquidità del mercato valutario è dovuto anche grazie ai gestori di fondi e grandi fondi pensione e da parte di altri investitori istituzionali da ogni parte del mondo.

Tra i principali trader sul forex (valute come Euro, Dollaro, Yen) sono:

  • Deutsche Bank
  • UBS
  • Citigroup
  • Barclays
  • Royal Bank of Scotland
  • Goldman Sachs
  • HSBC
  • Bank of America
  • J.P. Morgan Chase
  • Merrill Lynch

L’investimento sul forex è da molti visto come un mercato interessante, tecnico e “pulito” da alcune situazioni classiche che si possono riscontrare con facilità su altri tipi di mercati finanziari come ad esempio sul mercato azionario.

Nonostante ciò i rischi di investimento sul forex, così come la maggior parte degli investimenti finanziari, comporta elevate potenzialità di guadagni ed elevate potenzialità e possibilità di perdita del capitale investito.
Per questo è opportuno prestare la massima attenzione quando si investe, avere un’adeguata esperienza finanziaria e un patrimonio adeguato in relazione all’investimento che si vuole effettuare considerando sempre cosa succede se tutto va contro ogni positiva aspettativa di investimento.

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